Sovranita’ degli Stati, Sovranita’ dei Cittadini

Il summit romano del quartetto si e’ concluso, naturalmente, con un annuncio; da questo meeting informale non ci si poteva aspettare di piu’. Disgraziatamente, pero’ l’annuncio e’ quello sbagliato. Mettere altri soldi nella soluzione di questa crisi infinita, in realta’, e’ come tentare di tappare un foro in una botte rempiendo la botte. La botte rappresenta l’organizzazione instituzionale della UE, la sua struttura costituzionale, ed il problema e’ tutto li’. E’ un problema che viene risolto dalla politica nell’arena politica, non dalle scelte economiche nell’arena dei mercati.
l’annuncio che dovevano fare i Quattro non e’ venuto. Verra’ forse al Consiglio Europeo del 28 Giugno. Senza dubbio, il 28, servira’ ancora parecchia acqua per riportare il livello della botte alla soglia vitale; ma piu’ di tutto serve l’annuncio: “abbiamo capito e il carpentiere e’ al lavoro”.

La scelta e’ chiara: l’Euro, in questa forma, non puo’ esistere. Ne’ era previsto che lo facesse: l’Euro e’ stato pensato e progettato come il grimaldello che doveva spalancare le porte all’Unione Politica. Ha svolto il suo lavoro oltre ogni aspettativa, ma i danni collaterali –che tutti viviamo-vanno messi sul conto di una classe politica europea incapace di capire la situazione nonostante la teoria, l’evidenza, e gli avvertimenti di una platea crescente di osservatori impotenti. Paghiamo tutti e amaramente il loro orgoglio nazionale. Ora la scelta e’ chiara: o si completa la costruzione di un’Europa Federale, oppure si rinuncia all’Euro. Non ci sono altre possibili soluzioni alla crisi. Entrambe le soluzioni hanno un costo ingente: la soluzione integrazionista ha un costo in termini di sovranita’ e orgoglio nazionale : la soluzione disintegrazionista ha un costo (non quantificabile totalmente ma dalle dimensioni spropositate) in termini di benessere economico.

Dei costi e delle conseguenze a lungo termine della disintegrazione ci occuperemo in futuro. Qui mi preme di sottolinerae alcune cose: 1) quali aspetti della sovranita’ vanno trasferiti? 2) sovranita’ nazionale e democrazia sono sinonimi?

1) cosa trasferiere? La soluzione della crisi, ormai e’ chiaro, passa da un trasferimento di sovranita’. Ma cosa trasferire? in primo luogo, c’e’ bisogno sicuramente di un grado di mutualizzazione dei debiti. Il che presuppone un trasferimento di capacita’ fiscale e di controllo di bilancio: sarebbe naif ritenere che gli stati piu’ ricchi accettino di finanziare senza alcun limite le spese degli stati meno ricchi. Mutualizzare i debiti significa mutuallizare i bilanci. Ma a questo punto si pone una nuova questione: ha senso mutualizzare i debiti senza centralizzare i servizi per cui questi debiti sono fatti? La risposta, a mio avviso, e’ negativa. Un trasferimento di sovranita’ dal lato delle entrate e’ in equilibrio solo se corrisposto da un trasferimento di sovranita’ dal lato delle spese. In altre parole, l’UE dovra’ pensare a lungo quali politichee’ saggio trasferire a livello centrale, se il welfare state, il supporto alla disoccupazione, la sanita’, la difesa. La nostra proposta verra’ affidata ad un post futuro.

2) rinunciare alla sovranita’ nazionale significa rinunciare alla democrazia? La risposta e’ meno scontata del previsto: dipende. Se la sovranita’ viene trasferita a un organo intergovernamentale privo di qualsiasi controllo democratico, allora un passaggio di sovranita’ corrisponde davvero a una perdita di democrazia. Ma se il trasferimento di sovranita’ avviene ad un organo regolarmente eletto da una costituency piu’ ampia, dotato di pieni poteri e di totale legittimita’, allora NO: trasferire sovranita’ non lede la democrazia. Potrebbe perfino rafforzarla, anzi: i parlamenti nazionali oggi non hanno gli strumenti per risolvere la crisi (di strumenti sovranazionali si tratta) e quindi, in assenza di un Parlamento Europeo Sovrano, i parlamenti nazionali ricevono diktat da istituzioni Europee la cui legittimita’ democratica e’ parziale e indiretta. Questi diktat si che uccidono la Democrazia. Ma un parlamento Europeo Sovrano, dotato di poteri di spesa che competono normalemente ai parlamenti nazionali, avrebbe tutti gli strumenti per risolvere la crisi mantenendo al contempo piena legittimita’ democratica. In altre parole, mantenere la finzione della sovranita’ nazionale in realta’ distrugge la sovranita’ del popolo, mentre costruire un federalismo europeo pienamente democratico lede la sovranita’ degli Stati – ma rinforza e accresce di molto la sovranita’ dei Cittadini. Che e’ la sola che conta.

Francesco Nicoli.


Prossimamente dallo stesso autore:

–          Quale e’ il prezzo di rinunciare all’Euro? Oltre la riflessione economica.

–          Le prime competenze per un’Europa Federale: una proposta.

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