Lettera alla Gazzetta sul Collegio Europeo

Cari amici,

come alcuni di voi sapranno, il Collegio Europeo di Parma naviga in cattive acque. Sembra infatti che l’istituto non abbia abbastanza soldi per garantire l’attività didattica per i prossimi anni ed il ritiro degli enti pubblici locali, che chiedono di pagare minori contributi alla fondazione, non fa altro che peggiorare la situazione finanziaria. In questi giorni ho mandato una lettera alla gazzetta per esprimere la mia opinione su alcuni che ritengo essere i problemi che hanno bloccato, dal punto di vista accademico, il pieno sviluppo del collegio in questi anni.

“Gentile direttore,

Le scrivo perché, in qualità di studente del biennio specialistico in Economia Internazionale e appassionato di Studi Europei, vorrei esprimere un mio parere sulle recenti difficoltà del Collegio Europeo di Parma. I problemi economici che hanno recentemente sollevato un ampio dibattito cittadino sono importanti ma non fondamentali come altri di natura prettamente accademica. Infatti, affinché il Collegio sopravviva, occorre che diversifichi l’offerta formativa. Non più il solo DASE ma più Diplomi, più Master diversificati. Bruges, l’istituto al quale il nostro collegio s’ispira e che ha cercato in tutti questi anni di emulare, è attrattivo e prestigioso perché attualmente offre più corsi di studio diversificati secondo aree tematiche: Scienze Politiche, Relazioni Internazionali, Diritto UE, Diritto ed Analisi Economica Europea, European Business Administration, Economia Politica ed un programma interdisciplinare tenuto a Natolin (nei pressi di Varsavia). Il Collegio Europeo, contrariamente, ha mantenuto per anni lo stesso programma, un programma interdisciplinare che cerca di trattare tutte le aree tematiche dell’Unione Europea. Ai tempi d’oggi, in un mercato del lavoro, sia del settore pubblico sia del settore privato, che cerca delle figure professionalizzate in singole aree tematiche, non avere dei programmi ad hoc significa perdere molti studenti. Inoltre non è possibile che il collegio mantenga, da anni, la stessa brochure, con minime variazioni. La comunicazione gioca anch’essa un ruolo rilevante e nel 2013 non è più ammissibile proporre lo stesso materiale promozionale che si presentava nel 2003. L’estetica ed il design cambiano di anno in anno: non a caso, i grandi istituti universitari cambiano ogni nuovo anno accademico la grafica delle loro brochure.

Il numero di studenti è incredibilmente basso, ogni anno ci sono tra le quaranta e le sessanta unità, ma un tale numero non permette al collegio di sopravvivere. Se guardiamo sempre al modello Bruges, questi ospita ogni anno tra i 400 ed i 500 studenti, distribuiti tra Belgio e Polonia e tra l’altro vengono chieste delle rette di circa il 50% più alte di quelle parmigiane, coperte spesso da borse di studio pagate da enti pubblici e privati. Infine, il fatto di non avere un proprio corpo docente ma solo docenti esterni implica che il collegio rinunci ad avere una propria tradizione accademica, quale quella degli Istituti con cui vorrebbe competere.

Non è pertanto difficile capire il motivo per cui molti studenti, italiani e stranieri, fanno domanda a Parma per poi preferire, se ammessi, Bruges e Natolin, l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, la London School of Economics, le Università di Bruxelles, di Lovanio, di Maastricht, o l’Istituto Europeo di Saarbruecken, solo per citare i più importanti istituti attivi nella formazione post-graduate.

Francesco Violi”

jpg_1820282

Annunci
Comments
3 Responses to “Lettera alla Gazzetta sul Collegio Europeo”
  1. Camilla Zanichelli ha detto:

    Francesco adoro il fatto che tu t’interessi alla problematica e la faccia emergere, ma permettimi di dirti, avendo ben vissuto il mio anno accademico presso il Collegio, che le carenze sono altre. Parma non è Bruges e l’abbiamo sempre saputo; da lui, infatti, non possiamo che imparare.
    Ma permettimi di parlarti di un’organizzazione parmigiana attenta, di un’offerta formativa incredibile e di una docenza di altissimo livello. Io per prima, infatti, mai avrei potuto ascoltare o dibattere con determinate alte personalità (tra le tante il prof. Pappalardo, il nostro ex Premier Monti ed il prof. Moavero, ma l’elenco sarebbe infinito) in altro modo. Non dimenticare inoltre le 3 lingue d’insegnamento, che stimolano ed arricchiscono non poco il bagaglio culturale di noi masterizzati.
    Ad oggi non è attivo solo il dase ma altri corsi poco apprezzati e conosciuti. Il deficit mi permetto di dire e sottolineare e’ proprio questo: lo scarso carattere informativo. I parmigiani non conoscono una struttura che li dovrebbe, al contrario, rendere fieri e curiosi. Il Collegio e’ un’opportunità, uno straordinario approfondimento e trampolino dal quale, entrando nel famoso blue book, accedere direttamente alle istituzioni europee ed alle collegate.
    Per di più non generalizzerei nemmeno sul numero degli studenti: cambia di anno in anno e poi bisognerebbe distinguere tra paganti e borsisti.
    È infine ovvio che i soci fondatori dovrebbero rispettare il loro ruolo ed i loro impegni, ma questo non spetta certo a me ricordarlo o giudicarlo.
    Mi sento comunque di essere ottimista: il Collegio vedrà i meriti che spettano al prestigio della struttura, alle persone che giornalmente vi lavorano sodo senza comparire o averne gloria, ai docenti che abbiamo la fortuna passino dalla nostra città ed agli studenti che vivono un anno intenso e senza eguali, un’esperienza che arricchisce oltre sul lato accademico prima di tutto su quello umano.
    Stolto chi non s’interessa e non collabora attivamente al prestigio di questa struttura. La meritocrazia va premiata, il Collegio va premiato.

    • letizia ha detto:

      Congratulazioni, Camilla, per questa bella risposta! Tutti gli ex-allievi del Collegio credo che la pensino come te. Un abbraccio, Letizia

      • Federico ha detto:

        Proprio per nulla. Da ex allievo che ha in precedenza e successivamente lavorato per l’Università posso dire che l’offerta didattica e accademica è non solo scadente, ma ridicola. L’attenzione è tutta all’immagine, ai nomi dei professori, alla premiazione al regio. Non so da dove derivi l’impressione che si tratti di alta formazione, ma ogni soldo speso da comune e regione in questa farsa è buttato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: