Il Negoziato alla portata di Tutti: Capire la sfida sul budget in 5 Punti

Il negoziato a portata di tutti- Capire la sfida sul budget in 5 punti.

Plenary

L’accordo raggiunto venerdí 8 Febbraio dal Consiglio Europeo (dopo anni di negoziati estenuanti) sul Multiannual Financial Framework (MFF-ovvero il budget dell’UE per i prossimi 7 anni) conclude la prima fase del negoziato. Una nuova e ben piú complicata fase si apre ora: quella dell’accordo con il Parlamento Europeo. Il tanto vituperato Trattato di Lisbona infatti attribuisce al Parlamento Europeo un potere di veto sull’MFF- un potere che potrá essere utilizzato per la prima volta nel 2013, e che il Parlamento é intenzionato a mettere in campo con tutto il suo peso.

L’offensiva dei parlamentari é giá iniziata, con diversi generali lungo la linea del fronte. Martin Schulz, Presidente socialista del Parlamento, ha dichiarato che il voto avverrá con scrutinio segreto- mettendo di fatto i singoli parlamentari al riparo da azioni di retaliation da parte dei leader politici nazionali in caso di voto negativo. Inoltre, la Conferenza dei Capigruppo dei 4 principali gruppi parlamentari (Socialisti, Popolari, Verdi e Liberali) ha cortesemente rispedito al mittente il “Compromesso di Carnevale”: la bozza, dichiarano, é inaccettabile per il Parlamento e sara’ oggetto di veto in caso in cui non venga cambiata.

La credibilitá di un veto parlamentare, tuttavia, é molto bassa. L’Impatto mediatico sarebbe enorme, e non necessariamente positivo. Le ripercussioni sulle ri-candidature per le ormai imminenti elezioni Europee di primavera 2014 potrebbero essere notevoli, alterando gli equilibri interni del prossimo parlamento in favore dei partiti euroscettici. Inoltre, la stabilitá economica e finanziaria dell’Unione potrebbe essere messa a dura prova da una rottura istituzionale di questo livello.

Il Parlamento, quindi, sta bluffando. O meglio, sta mettendo in gioco il suo potere per cambiare tutto ció che puó essere cambiato dell’accordo- dopodiché, comunque vada, dará probabilmente il suo assenso.

Nei 5 punti che seguono, quindi, presentiamo le cinque fondamentali richieste del Parlamento Europeo, cercando di capire su cosa sia davvero realistico immaginare un progresso.

Schulz
1) Certamente poco o nulla sará ottenuto riguardo la dimensione del budget. Purtroppo per tutti gli Euroentusiasti (federalisti in testa) i prossimi 7 anni saranno anni d’austeritá per l’Unione Europea. Un aumento del budget non solo richiederebbe altri anni di negoziato tra gli stati membri, ma sarebbe perfino manna elettorale per gli antieuropeisti- i quali avrebbero buon gioco nel gridare che l’UE chiede austeritá agli stati nazione ma spende e sperpera essa stessa sempre piú risorse. Inoltre, al Parlamento manca la legittimitá democratica per invocare davvero un aumento del budget: dopotutto, sono ancora i leader nazionali responsabili per le tasse imposte davanti alle proprie costituencies. Tanto  piú che il Parlamento, attraverso lo strumento del voto segreto, ha sì garantito la piena indipendenza dei parlamentari al momento del voto (accrescendo il peso della minaccia) ma ha anche spezzato l’unico nesso tra voto parlamentare e costituency  d’origine, riducendo cioé la propria legittimitá democratica in materia fiscale.

“Cedere” sulla dimensione del budget, tuttavia, sará per il Parlamento un utile oggetto di scambio per altri elementi del negoziato- A ben vedere, ben piú importanti nel lungo termine.

2) In primo luogo, possiamo trovare l’ormai annosa diatriba sulle Own Resources,  le risorse proprie dell’Unione. Da anni il Parlamento (ma anche la Commissione) si battono affinché l’Unione smetta di vivere sui contributi degli Stati Nazione, ma che possa invece disporre di un sistema proprio di risorse (per esempio, imposte o tassazioni a livello europeo) gestito a livello centrale. É probabile che proprio un tale sistema, capace di rivoluzionare profondamente il modo in cui l’Unione funziona, sia in cima alla wishlist negoziale del Parlamento Europeo: il tema andrá seguito nel dettaglio  nel prossimi mesi.

3) La seconda parola d’ordine del Parlamento sará, probabilmente, flessibilitá. Ad oggi, infatti, le risorse finanziarie non utilizzate dall’Unione al termine di ogni anno budgetario vengono restituite ai paesi d’origine: inoltre, queste stesse risorse non possono essere ricollocate dove servono davvero. Il risultato é un sistema dove la Commissione é incentivata a spendere tutto senza criteri di controllo, dove gli stati membri hanno un enorme interesse a dilazionare o non implementare le politiche dell’UE, dove la spesa é incapace di rispondere alle sfide che emergono, e dove l’Unione perde la possibilitá di accumulare un vero tesoro per gli investimenti essenziali. Il Parlamento si batterá sicuramente per introdurre un sistema che garantisca la flessibilitá nel tempo e tra voci di bilancio dei resti di spesa (cosí come suggerito originariamente dalla Commissione)  ottenendo una seconda modernizzazione essenziale del budget dell’UE.

4) In terzo luogo, il parlamento proverá a trovare un’alternativa a sette anni d’asuteritá. Il meccanismo escogitato prende il nome di procedura di revisione. In pratica, il Consiglio (e, prevedibilmente, il Parlamento) avranno il potere di rivedere, a metá mandato, la struttura dell’MFF- incluso il suo ammontare totale. Quanto questo possa cambiare il risultato del negoziato, rimandendo la procedura di negoziazione invariata, é incerto; tuttavia potrebbe risultare un utile precedente nel futuro. Inoltre, sebbene la Revisione rappresenti uno dei cavalli di battaglia del Parlamento, si puó immaginare che possa rappresentare un ulteriore voce di scambio in vista dei due ben piú importanti obiettivi- own resources e flessibilitá.

5) Infine, l’ultimo punto della wishlist del Parlamento potrebbe prendere il nome di Politicizzazione: in altre parole, questo MFF potrebbe essere l’ultimo della durata di 7 anni. Nel 2019, infatti, si terranno contemporaneamente le elezioni del Parlamento Europeo e poi la preparazione, a livello della Commissione, dell’MFF 2020-2027. In altre parole, si creerá automaticamente un vincolo fortissimo tra le elezioni europee e le scelte politiche e finanziarie dell’Unione:in sostanza quello che dovrebbe accadere in tutte le democrazie moderne. L’occasione é di quelle che non si possono perdere: giá oggi il Parlamento potrebbe trattare il proprio assenso all’attuale MFF in cambio di una revisione del processo stesso entro il 2018, per esempio accorciando la durata del budget pluriennale a 4-5 anni in modo da renderlo costantemente connesso all’esito delle Elezioni Europee. In questo modo la speciale congiuntura del 2019 verrebbe cristallizzata, introducendo un forte elemento politico (oggi assente) nel budget dell’unione e aumentando di conseguenza l’influenza diretta e indiretta del Parlamento.

Il pacchetto negoziale del Parlamento, in sostanza, é rappresentato da questi 5 elementi; alcuni dei quali chiaramente irraggiungibili, ma utili per potere alzare la posta e strappare ulteriori concessioni durante il negoziato. Difficilmente tutte le richieste verranno accolte, poiche’ difficilmente il Parlamento utilizzerá il proprio potere di veto. Ma la pistola é sul tavolo e leader degli Stati Nazione devono stare attenti a non tirare eccessivamente la corda-qualcuno di loro potrebbe farsi male. In altre parole, il vero negoziato deve ancora iniziare.

Annunci
Comments
One Response to “Il Negoziato alla portata di Tutti: Capire la sfida sul budget in 5 Punti”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: