Diamo una Casa all’Europa!

Diamo una Casa all’Europa!

Parma è senza dubbio una città Europea.

Sotto molti punti di vista: siamo una città europea per le nostre istituzioni, poiché ospitiamo l’EFSA, unica reale istituzione europea nel Bel Paese. Siamo una città europea come mentalità e come stile di vita: un medio centro urbano, parte di quella rete di borghi e comunità antiche diffusa in tutto il continente che ne rappresenta il cuore e l’anima profonda, da sempre. Una città dove la priorità, per tutti, è la vivibilità del quotidiano, la qualità dello spazio e dell’attività pubblica, le relazioni umane-, la cultura e l’ambiente sostenibile. Ci piace vivere bene come ad Aarhus, ci piace andare in bicicletta come a Utrecht, ci piace l’ecosostenibile di Friburg e l’amministrazione efficiente di Strasburgo. E naturalmente, ci piace mangiare bene come solo a Parma si può fare. Infine siamo una città europea dal punto di vista dell’istruzione e della formazione, grazie ad un’università meta ogni anno di moltissimi studenti stranieri, grazie alla scuola e al collegio europeo.

aarhusutrecht bicycles

(da sinistra a destra, in alto: Uno scorcio di Aarhus, in Danimarca; biclette su un ponte a Utrecht, Olanda.
in basso: il Comune di Strasburgo, in Francia; e il Tram di Friburgo, in Germania)

L'Hôtel_de_Ville_de_StrasbourgFreiburgTrams

All’Europa, però, manca una Casa. Un luogo dove i cittadini di Parma possano informarsi sulle politiche dell’Unione, avvicinarsi alle istituzioni. Ricevere supporto per l’accesso ai fondi europei e ai tanti servizi (per lo più sconosciuti, come il sistema Eures) che l’Europa offre. Un luogo che si occupi, infine, anche di promuovere la discussione –anche critica- sui temi europei. Il ventunesimo secolo avanza e noi vogliamo che la nostra città sia preparata alla sfida Europea che attende i cittadini di questo continente.

Vorrei quindi avanzare una proposta. Senza finalità politiche, propongo che il Movimento Federalista Europeo, il Comune di Parma, l’Università di Parma, le istituzioni e rappresentanze della politica e della società civile locale (pensiamo al Collegio Europeo, al Circolo Il Borgo, alla Provincia di Parma) e possibilmente le rappresentanze italiane della Commissione e del Parlamento Europeo diano vita ad un progetto pilota, una Casa dell’Europa, nella nostra città.

pza garibaldi

la Casa dell’Europa avrebbe funzioni economico-sociali, informative e culturali.

Dal punto di vista economico-sociale, la Casa dell’Europa fornirebbe informazione e consulenza sui fondi europei, e inoltre potrebbe ospitare uno degli oltre 800 advisers del network Eures, lanciato dalla Commissione Europea, che ogni anno contribuisce a trovare oltre 150.000 posti di lavoro per cittadini europei nel continente. Infine, sotto questo punto di vista, la Casa dell’Europa potrebbe fornire uno sportello di consulenza per le PMI locali che desiderino espandersi in altri stati europei, nonché un punto di contatto per le imprese europee desiderino investire nel territorio parmense.

Da un punto di vista didattico e informativo, possiamo immaginare tre funzioni principali per la Casa dell’Europa: in primo luogo, organizzerebbe interventi e lezioni sull’Europa nelle scuole di Parma e della Provincia.  In secondo luogo, pensiamo che una simile istituzione possa essere il punto di contatto ideale per gli studenti Erasmus che arrivano in città, nonché un modo eccellente per potenziare le infrastrutture d’accoglienza aumentando l’appetibilità di Parma come meta europea di studio. Infine, siamo anche convinti che la Casa per l’Europa possa rappresentare un’eccellente opportunità formativa per gli studenti dell’Università di Parma, poiché provvederebbe a creare un sistema di tirocini d’alta qualità che possano dare agli studenti parmigiani una formazione pratica sui temi d’interesse europeo (legislazione, fondi europei, progettistica, lingue), creando un bacino di competenze cruciali che, sul medio periodo, potrebbe rivelarsi una reale miniera d’oro per la città.

Infine, dal punto di vista culturale, possiamo ritenere che il dibattito sui problemi dell’Unione Europea nonché sul suo futuro sia ancora più che aperto. penso che si possa tutti ritenere essenziale che questa discussione lasci le stanze del potere ed entri nelle case dei cittadini normali, nelle piazze e nei luoghi della cultura. Da questo punto di vista, la Casa dell’Europa, in collaborazione con le istituzioni culturali locali, avrebbe la funzione chiave di organizzare dibattiti, promuovere eventi e incontri, e –in una seconda fase- stimolare il dibattito locale con ricerche proprie e borse di studio.

Sotto ogni punto di vista, la Casa dell’Europa rappresenterebbe un eccezionale valore aggiunto per l’economia, la cultura e l’internazionalizzazione della Comunità Parmigiana.

Per lanciare questa iniziativa suggerirei quindi di intraprendere due strade parallele. Da un lato, si lavorerà affinché l’MFE si occupi di presentare una proposta formale alle istituzioni di riferimento, magari anche con una lettera pubblica da spedire ai rappresentanti delle istituzioni e all’informazione locale. Dall’altro lato, si potrebbe lanciare una raccolta firme tra i cittadini di Parma e della provincia per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere il consenso dal basso necessario alla felice realizzazione del progetto.

Ogni commento, suggerimento e feedback per l’elaborazione della proposta definitiva è più che benvenuto!

scrivetemi pure a f.nicoli@epc.eu.

Francesco Nicoli

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