Lo scandalo Fyra: Un danno incalcolabile all’export italiano.

Lo scandalo Fyra: Un danno incalcolabile all’export italiano.

In Italia, pochi ne sono a conoscenza e nessuno ne parla. Ma in Belgio, Inghilterra, Francia e Olanda, da settimane, il fatto é sulla bocca di tutti. La questione é semplice: il convoglio ad Alta Velocitá  Fyra, costruito da Ansaldo Breda per servire la linea Brussels- Amsterdam e in prospettiva Parigi e Londra,  fa schifo.

Non nel senso che la qualitá é mediocre, magari il design non alla moda, o i seggiolini in pelle sgualciti. No: .ascoltando i cittadini locali, fa davvero schifo. Sotto ogni punto di vista: i materiali usati per costruirlo sono cosi scadenti che i convogli si sono rotti alla prima neve. I sistemi frenanti non funzionano, causando pericoli notevoli per la linea ad alta velocitá. Il treno non riesce a sostenere la velocitá richiesta per l’infrastruttura, causando ritardi colossali. Il tutto, consegnato in enorme ritardo e a prezzi maggiorati. In realta’, il treno e’ cosi pericoloso che le autoritá Belghe ne hanno vietato la circolazione dopo quasi un mese,   aspettando di realizzare un rapporto che ne dimostri la pericolista’. Nel frattempo, c’e’ chi parla di iniziare un procedimento legale a carico dei costruttori. Un danno enorme per i due paesi e per le rispettive compagnie ferroviarie, che avevano investito moltissimo sul progetto.

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Ma sopratutto, un danno pazzesco per l’Italia. Perché se c’e’ qualcosa che in Belgio e Olanda tutti hanno imparato dall’affaire Fyra, e’ che la tecnologia italiana fa schifo, e’ inaffidabile e va evitata a tutti i costi. Le battute tra colleghi, a Bruxelles e all’Aia, non si risparmiano.  I luoghi comuni fioriscono nell’ironia di alcuni, e poi nella rabbia di molti. Passeggeri rimasti bloccati e la freddo in stazioni periferiche; passeggerei senza alternativa “rimasti a piedi”; contribuenti che hanno pagato i convogli e le infrastrutture; lavoratori delle compagnie ferroviarie, che ora rischiano il posto di lavoro se le rispettive imprese dovranno far fronte a perdite eccessive ristrutturando l’organico. Le scuse della compagnia, per il momento, sono di poco giovamento.

insomma, l’affaire Fyra fa vergognare profondamente i cittadini italiani in Europa e nel mondo, in una fase politica ed economica mai stata cosi delicata da decenni. Il danno per l’export meccanico e tecnologico italiano in questa regione sara’ incalcolabile: i pregiudizi sono facili a crearsi ma duri a morire. Altre persone potrebbero perdere il lavoro, nel Belpaese, a causa del danno di immagine prodotto da Ansaldo Breda. Un’esternalitá negativa e un danno economico cui l’azienda dovrebbe rendere conto non solo davanti ai tribunali Olandesi, ma anche davanti all’opinione pubblica del nostro paese.

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