Salvate l’Europa dagli Europeisti!

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Questa Domenica ospitiamo volentieri un articolo inconsueto per il nostro blog: Daniel Rustici, giovane autore parmigiano, ci rivela d’essere un “Federalista critico”: a favore dell’Europa, ma sinceramente “contro” i suoi attuali fautori. Postiamo volentieri la sua interessante provocazione, che -ovviamente- non resterà senza risposta.

 

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Salvate l’Europa dagli Europeisti!

Di Daniel Rustici

Qualcuno salvi l’Europa dagli europeisti! Non è una provocazione o un gioco linguistico, ma il grido disperato di chi crede che l’integrazione europea sia l’unica strada per uscire dalla profonda crisi nella quale è immersa l’eurozona. Mi spiego meglio:la retorica europeista del “ce lo chiede l’Europa!”, utilizzata per celare sotto una veste tecnica scelte squisitamente politiche ( per lo più di destra), ha in realtà sortito gli effetti opposti da quelli propagandati. Da una parte cioè le misure di austerità e rigore hanno contribuito ad alimentare sentimenti antieuropei e populisti e dall’altra hanno aggravato ancora di più la crisi, sia dal punto di vista della caduta del prodotto interno lordo sia per quanto riguarda l’aumento del debito pubblico. Emblema della situazione qui descritta è la Grecia: un paese letteralmente violentato da una politica di cieco rigore e che , sotto l’egida della Troika, sia è inesorabilmente trasformato in un paese da Terzo Mondo: bambini che si accasciano a terra a scuola perché malnutriti, migliaia di persone senza casa, milioni di persone improvvisamente senza lavoro nè reddito. Oltre al sentimento di indignazione che chiunque abbia a auore la giustizia sociale prova nel constatare una simile macelleria sociale, quello che colpisce forse di più è l’assoluta inefficacia dell’austerità per la tenuta del sistema capitalistico. Ormai anche il Fondo Monetario Internazionale ha riconosciuto gli effetti recessivi del rigore a senso unico eppure una politica diversa, fatta d’investimenti, neo-keynesiana, stenta a decollare. Nell’interesse del Mercato e del Capitalismo sarebbe assolutamente necessario un piano di redistribuzione della ricchezze che liberi tutta quella ricchezza finanziaria blindata e parassitaria per convertirla in economia reale: in fabbriche, in servizi, in posto di lavoro, in reddito di cittadinanza. Gli europeisti acritici ( in realtà sostenitori a mio avviso del dominio della destra tedesca su tutta l’Europa) stanno riuscendo nel capolavoro di distruggere il sogno europeo e il Mercato ( il Mercato non dovrebbe essere una parolaccia nemmeno a sinistra, il mercato è vita, scambio, trasformazione, opportunità di ricchezza collettiva ed individuale). Proprio per difendere questi due pilastri della democrazia e della pace ( L’Europa e il Mercato) credo sia necessario portare la battaglia politica in sede europea opponendo all’europeismo acritico e conservatore un europeismo progressivo, che difenda ed estenda il modello sociale europeo, l’universalismo dei diritti sociali e civili. Le prossime elezioni europee potrebbero essere il primo banco di prova per fare un salto di qualità nel dibattito pubblico, mettendo in soffitta la falsa alternativa tra tecnocrazia e populismo ( due facce regressive della stessa medaglia) e invece poter scegliere tra quello che Stefano Fassina chiama “europeismo mercantile” ( quello di Angela Merkel e Mario Monti, per intenderci) e un europeismo progressivo che rimetta al centro la persona e i suoi diritti. Salviamo l’Europa, salviamo il Mercato! Da sinistra, in direzione ostinata e contraria.

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