La caduta dei Giganti

Questa notte, come probabilmente avrete già letto sui quotidiani, l’agenzia di rating Moody’s ha ridotto l’outlook (ovvero la componente del rating di un paese che “coglie” le prospettive future) di Germania, Olanda e Lussemburgo, assegnandogli un valore negativo.

Moody’s non fa che constatare un dato di fatto: questi paesi , il cui livello di interdipendenza finanziaria con con il meridione europeo si è accentuato durante la crisi, sono a rischio se le difficoltà di Spagna e Italia diventassero insormontabili. In altre parole, Moody’s sta dicendo che dalla crisi si esce insieme, o non si esce affatto: e questo è valido per tutti, Germania e Olanda inclusi.

Se le democrazie contemporanee fossero sistemi ad “elevata razionalità”, ovvero se i cittadini-elettori fossero in grado di tenere in considerazione, nell’esprimere il proprio voto, le conseguenze di medio periodo delle proprie scelte, la notizia sarebbe senza dubbio positiva per il processo di integrazione europea. I cittadini di questi paesi, avendo compreso di essere altrettanto a rischio, eserciterebbero una feroce pressione per una soluzione rapida della crisi,e che distribuisca sulle loro spalle il minor costo possibile. Oggi, tale soluzione si identifica nella costruzione di una garanzia sovranazionale sui risparmi, nella costruzione di un vero parlamento federale che abbia il controllo sulle spese degli stati membri, e della costruzione di un debito federale per finanziare le spese decise da questo parlamento. Al di fuori di questo schema, che comporta rinunce e benefici per tutti, non c’è soluzione alla crisi.

Tuttavia, la razionalità non è una dote che appartiene necessariamente alla democrazia. In particolare, gli effetti reali della decisione di Moody’s sull’opinione pubblica tedesca possono essere devastanti. Certo, razionalmente, la decisione spinge nella giusta direzione. Ma sei i cittadini tedeschi si lasciassero prendere dall’emotività e adottassero –come pare stiano facendo- un’errata visione dei costi e dei benefici di un crollo generalizzato dell’Europa, ecco allora che la decisione di stanotte diventerebbe pericolosa. Perfino letale, per il processo di integrazione.

“Visto che rischiamo di venir declassati, dobbiamo tagliare le spese, e quindi non possiamo permetterci di aiutare l’Europa” suona molto razionale, come discorso. Certo, sarebbe un po’ come curare la febbre quando si ha un’infezione, o qualcosa del genere. Ma può far presa.
Tanto più che l’Agenzia ha “salvato” il rating della Finlandia, unico paese che, per prestare i propri soldi alla Grecia, aveva richiesto garanzie individuali. Il rischio quindi è he i cittadini tedeschi diano la lettura sbagliata dell’evento, e  che il populismo nazionalista, grazie alla decisione di Moody’s, abbia trovato la sua via per contaminare anche la Germania.

Francesco Nicoli

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